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Con gli Azzurri abbiamo perso tutti PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Febbraio 2018 13:44

MondialiInutile nasconderlo, la delusione è tanta, troppa per un popolo come il nostro. Sembra superfluo affrontare i problemi di origine tattica, tecnica e organizzativa di una squadra che non è riuscita a realizzare nemmeno un gol in due partite alla mediocre Svezia. Al di là delle conseguenze dovute all'eliminazione dal punto di vista federale, è doveroso analizzare la debacle per le conseguenze sulla vita di tutti i giorni.

Il tifo e la passione per il calcio e la nazionale possono interessare una parte degli italiani, ma ciò che gira intorno a questi sentimenti riguarda tutti. La perdita economica stimata per il nostro Paese è di almeno 100 milioni: la cifra richiesta dal presidente del Torino per vendere Belotti (addirittura in panchina nella gara di ritorno al Meazza). Durante il Mondiale di calcio, e soprattutto in concomitanza delle partite dell'Italia, l'intero paese si ferma: l'attenzione è rivolta solo alla tv, alle radio e ad internet, per conoscere e commentare le prestazioni dei ragazzi. Ma non ci perderanno solo i grandi colossi dell'economia per gli investimenti andati in fumo, ma anche i piccoli commercianti di paese, gli impiegati, gli operai e chiunque altro. Per rendere pratica la perdita stimata è bene portare alcuni esempi. La grande azienda sceglie di promuove una televisione abbinando lo sconto al risultato dell'Italia: a cascata si innesca un processo. Uno studio relativo alla vendita di televisori, dimostra che in occasione dell'Europeo del 2016, c'è stato un incremento del 10% della vendita di tv di nuova generazione rispetto agli stessi periodi degli anni precedenti.

Le pubblicità: uno studio dell'Upa ha spiegato che il Mondiale sarebbe valso circa l'1% degli investimenti annuali e questo avrà un effetto pesante anche sul PIL italiano. L'azienda calcio ha intorno a sé un intero universo che le gravita attorno: un crollo rischiano di averlo le aziende che vivono di spettatori e vendite direttamente collegate al Mondiale, soprattutto in ambito di media televisivo. Un decremento sostanziale delle pubblicità porterà meno incassi e c'è anche il rischio flessioni azionarie.

Il dato meno quantificabile ma più evidente è sulla distribuzione e la ristorazione. La cena con gli amici per le partite, dell'Italia ma anche delle avversarie, ha effetti diretti sugli acquisti nei supermercati, nella piccola distribuzione e nei ristoranti. Proviamo a cambiare la visione della delusione puramente sportiva e immaginiamo come sarebbe stata la nostra estate 2018: purtroppo non è andata come tutti speravamo e il nostro Mondiale non avrà nemmeno un inizio. Perché insieme a Tavecchio, Ventura, Buffon e agli altri, abbiamo perso tutti.

Davide Bonizzi